Residenze alla Casa

una casa abitata

Due le modalità con le quali ci occupiamo di artisti giovani e meno giovani: il progetto Residenze per Artisti nei Territori e la residenza partecipata, progetti che offrono la possibilità a gruppi e compagnie di trovare nella Casa del Teatro un luogo di ricerca e di studio. Il riconoscimento che abbiamo avuto dalla Regione Emilia Romagna ed dal MiBact nel 2018 come titolari di Residenza per Artisti nei Territori (Intesa fra Governo, le Regioni e le Province Autonome prevista dall’art.) ci ha dato le risorse per il progetto che vede la presenza in residenza di tre formazioni all’anno con caratteristiche di ricerca su linguaggi innovativi e multi-disciplinarità (teatro, danza e musica). A queste presenze si aggiungono tutte le altre residenze partecipate di artisti del territorio, e non solo, che da sempre trovano alla Casa del Teatro la possibilità di usare spazi e attrezzature per la loro ricerca artistica e la presentazione dei loro spettacoli.

PROGETTO RESIDENZE PER ARTISTI NEI TERRITORI 2018/20

Finalità e obiettivi
Il Teatro Due Mondi è socio dell’Associazione Scenario dal 2000 ed è quindi impegnato in un lavoro di rete nazionale nel collaborare alla individuazione e promozione di artisti appartenenti alle nuove generazioni, sulla base di questa appartenenza vogliamo ancora di più metterci in relazione con il Premio Scenario attraverso una proposta di Residenza offerta a tre formazioni finaliste indicate dai Soci dell’Associazione (tra cui ovviamente anche noi). 

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Il nostro progetto vuole impegnarsi a sostegno della manifestazione Premio Scenario per l’anno 2018 supportando formazioni teatrali under 35 emerse dal Premio Scenario Infanzia (da individuare di concerto con l’Associazione Scenario) offrendo loro opportunità di residenza artistica presso la sede del Teatro Due Mondi – la Casa del Teatro- per la durata di quindici giorni per ciascuna formazione, nel quadro del completamento creativo dei rispettivi spettacoli.

Modalità di selezione di artisti e formazioni artistiche in residenza
Il Teatro Due mondi sarà impegnato nel 2018, in qualità di socio dell’Associazione Scenario, ad accompagnare il percorso dei candidati al Premio Scenario Infanzia.
Questo percorso si snoda a partire da una prima fase istruttoria, (con diverse commissioni sul territorio nazionale che vagliano le numerose candidature che ogni anno vengono proposte), le tappe di selezione, e una finale (alla quale saranno ammessi i lavori selezionati durante le tappe).
A partire da progetti in forma cartacea, per proseguire attraverso pochi minuti di elaborazione performativa, arrivando in seguito agli studi scenici di venti minuti presentati alle tappe di selezione e alla finale, i giovani artisti sono coinvolti in un percorso finalizzato alla valutazione e alla selezione dei lavori in concorso, ma aperto al confronto e allo scambio, alla valorizzazione e al monitoraggio del nuovo.
A questi tre “progetti” identificati (e di cui avremo visto 20 minuti del lavoro scenico) offriremo la possibilità di avviare una Residenza alla Casa del Teatro di Faenza, Residenza che aiuterà il percorso di ultimazione dello spettacolo nella sua forma definitiva e completa.

Caratteristiche di artisti e formazioni artistiche coinvolte nel progetto
L’Associazione Scenario nel 2018 ha promosso la settima edizione del Premio Scenario infanzia che nasce allo scopo di incentivare nuove idee, progetti e visioni per un teatro rivolto ai nuovi spettatori.
Scenario continua ad approfondire il proprio ruolo di osservatorio del nuovo, proponendosi come occasione di censimento, dialogo e confronto per le giovani generazioni. Scenario lavora nel territorio che precede la formalizzazione della ricerca: accoglie progetti che non sono ancora diventati spettacolo, ma che appartengono a necessità e linguaggi in via di esplorazione. Vocazione prima di Scenario è documentare e comprendere – oltre che selezionare e premiare – le diverse modalità di avvicinamento al teatro da parte dei giovani artisti.
A questo scopo si sviluppa il rapporto fra l’Associazione e i partecipanti attraverso la rete delle Commissioni zonali, con momenti di incontro, sostegno e verifica, non limitati alla fase di selezione, ma protratti lungo tutto il percorso di elaborazione dei progetti e fino al debutto dello spettacolo vincitore.
Scenario infanzia si propone di favorire originali percorsi di ricerca nell’ambito dei linguaggi rivolti all’infanzia e all’adolescenza, nella consapevolezza che l’universo dei bambini e dei ragazzi presenta necessità, tematiche, poetiche in continuo e veloce mutamento.
Il rinnovamento generazionale rappresenta una risorsa indispensabile per un settore che, nato all’insegna della ricerca (di nuovi linguaggi per nuovi spettatori), deve continuare a interpretare un immaginario giovanile in continua e rapida evoluzione, con gli strumenti dell’invenzione, della fantasia, dello stupore, oltre i limiti delle definizioni di “genere” e anche delle professionalità esistenti.
Il termine infanzia, che si è voluto associare al nome del Premio, non si intende legato all’età anagrafica (puerizia), ma piuttosto a una stagione dello spirito, che attiene al mutamento e alla ricerca costante, e quindi all’apertura e all’ascolto, al di fuori di consuetudini e categorie. Non teatro minore (o per un pubblico considerato minore), ma intrinsecamente senza confini, perché ancora da inventare nello sguardo aperto di uno spettatore “innocente”: non in-formato del linguaggio e delle convenzioni del teatro.
Lo scenario dell’infanzia vuole essere il teatro che ritrova la sua infanzia, o la condizione della sua nascita, in riferimento agli spettatori che custodiscono in sé l’attitudine allo stupore e alla sperimentazione tipici di questa stagione della vita.
Sono privilegiati i progetti fortemente innovativi, portatori di originali approcci, pensieri e necessità artistiche. Si tiene conto di criteri di qualità, in sintonia con il referente bambino o ragazzo, si apprezza la sperimentazione di nuovi linguaggi e risorse tecnologiche, ma anche la profondità delle motivazioni artistiche e dello spessore poetico ed emozionale delle proposte. Si privilegiano inoltre i progetti che dimostrano di uscire dalle demarcazioni e dagli standard di genere, assumendosi il rischio dell’esplorazione, della contaminazione e degli sconfinamenti.

Il Premio SCENARIO infanzia si rivolge a giovani sotto i 35 anni e seleziona progetti originali e inediti destinati alla scena. Le diverse fasi del premio, che si sviluppa biennalmente, alternandosi al Premio Scenario, sono portate avanti grazie al lavoro dei soci dell’Associazione Scenario, affiancati da osservatori critici e giurati esterni, diversi per ogni edizione. Attualmente l’Associazione Scenario conta 35 strutture associate, ampiamente distribuite sul territorio nazionale e appartenenti all’ambito del teatro di innovazione, ovvero alle aree del “teatro ragazzi” e del “teatro di ricerca e sperimentazione”.
Promosso e sostenuto dai 31 soci dell’Associazione Scenario, il Premio si realizza con il sostegno di Regione Emilia Romagna, Circuito Regionale Multidisciplinare ATER e con la collaborazione di Città di Cattolica – Assessorato alla Cultura Ufficio Cinema-Teatro. Il bando del Premio Scenario infanzia si indirizza ad artisti esordienti, gruppi di recente formazione, soggetti impegnati in nuovi percorsi di ricerca. I partecipanti non devono appartenere a strutture riconosciute e sovvenzionate, e non devono aver compiuto i 35 anni di età alla data di scadenza del bando.
Il percorso del premio ha impegnato i giovani artisti in un confronto che si è sviluppato a partire dalla fase istruttoria (che ha compreso tutti i progetti candidati e si è conclusa il 10 aprile 2108) per proseguire con la tappa di selezione (Parma, Teatro delle Briciole, 15/16 maggio 2018) e la finale, ospitata a Cattolica nell’ambito di un più ampio progetto promosso dall’Associazione Scenario in collaborazione con ATER Circuito Regionale Multidisciplinare e Città di Cattolica (15/17 giugno 2018).
Tre i progetti, tra i finalisti del bando 2018 e che abbiamo potuto vedere alla Tappa di Selezione che faranno parte del nostro progetto di Residenza 2018 alla Casa del Teatro.

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Residenze per Artisti nei Territori

Asini Bardasci

ottobre – novembre 2018_Residenza Artistica per Fratellino e Fratellina

Progetto Residenze per Artisti nei Territori realizzato con il contributo di Mibact, Regione Emilia Romagna, Teatro Due Mondi.

Menzione Premio Scenario infanzia 2018

Il progetto è stato scelto all’interno dei finalisti del Premio Scenario Infanzia 2018 perché dimostra una acuta attenzione a temi adolescenziali e una ottima struttura drammaturgica, con interpreti convincenti e efficaci.

Fratellino e Fratellina
scritto da Paola Ricci
regia Filippo Paolasini, Paola Ricci
con Filippo Paolasini, Paola Ricci
luci, audio e video mapping Fabio Dimitri
6-12 anni

Descrizione del progetto
Fratellino e Fratellina nasce dalla fiaba di Hansel e Gretel, di essa ne prende le ceneri per trasformarsi in un racconto moderno o meglio distopico. Ci narra di cosa voglia dire oggi diventare grandi e rimanere soli. I due fratelli, come quelli dei Grimm, vengono abbandonati dai genitori. Si ritrovano così costretti a scoprire il mondo con le sue bellezze e i suoi paradossi. Fino a quando lo Stato, che come un Grande Fratello controlla tutto, proclama una nuova legge: “Tutti i bambini orfani dovranno essere considerati immediatamente adulti”. I fratelli saranno così obbligati a entrare in società, trovare un lavoro e rapportarsi con questo strano mondo, in cui la lotta per sopravvivere è più forte di qualsiasi fratellanza.

Note sulla compagnia
La compagnia nasce nel 2014 grazie a Paola Ricci e Filippo Paolasini artisti che uniti sotto il nome di Asini Bardasci (che in marchigiano arcaico significa “ragazzini”), iniziano a promuovere attività progettuali di tipo teatrale sul territorio marchigiano, facendo teatro in piccoli comuni e borghi, in modo itinerante. Come organizzatori collaborano con Squilibri Editore e La Macina creando una mappatura sonora della regione attraverso documenti trovati dalla viva voce di contadini e anziani, sulla cultura orale. È nel 2016 che ufficialmente iniziano ad “abitare” il teatro Apollo di Mondavio, con il progetto-rassegna Anche questo è Teatro, portando spettacoli contemporanei di rilievo nazionale: Roberto Latini, Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, Andrea Cosentino, Vico Quarto Mazzini, TiDA.
Grazie al teatro Apollo, che diventa la fucina del loro lavoro, la compagnia inizia a produrre spettacoli in cui mescola il linguaggio della musica dal vivo. Da gennaio 2018 la compagnia collabora con AMA T e Sotterraneo (Fi) in ambito artistico e organizzativo.

Residenze per Artisti nei Territori

inQuanto teatro

dicembre 2018_Residenza Artistica per Fireball

Progetto Residenze per Artisti nei Territori realizzato con il contributo di Mibact, Regione Emilia Romagna, Teatro Due Mondi.

Vincitore Premio Scenario infanzia 2018 con STORTO

F I R E B A L L

uno spettacolo di Floor Robert – inQuanto teatro
con Floor Robert e Monica Bosso
ideazione scene e costumi Floor Robert
designo luci e tecnica Monica Bosso
produzione inQuanto teatro
col sostegno di CSC garage Nardini; Company Blu, Le Murate_PAC

“Ho una dannata fame: voglio tutto. Voglio essere donna ed essere uomo, avere molti amici ed essere sola, lavorare e scrivere molto, viaggiare e divertirmi, essere egoista e non esserlo… Lo so, è difficile avere ciò che voglio. Però, se non ci riesco, impazzisco di rabbia.”
Simone de Beauvoir

Dentro di noi c’è un mondo di sentimenti negativi e contraddittori. Abbiamo imparato a nasconderli, seppellirli. Escono come fiamme libere, piccoli incendi quotidiani che ci affanniamo a spegnere, prima che qualcuno si faccia male. Prima che qualcuno si accorga di noi, che non diciamo nulla anche se andiamo a fuoco.

F I R E B A L L nasce dal desiderio di dare spazio e voce all’interiorità, senza freni, senza censure.

F I R E B A L L è un gesto liberatorio. Un manifesto. Un atlante emotivo esplorato centimetro per centimetro.

F I R E B A L L è un invito a uscire allo scoperto.

In scena uno spazio aperto, astratto, diventa la tavola su cui Floor Robert disegna un ritratto impietoso e poetico delle sue paure e dei suoi desideri. Con un linguaggio che spazia fra teatro, danza, installazione e arte visiva, costruisce e demolisce oggetti, paesaggi, identità. Intesse un dialogo umano, intimo e surreale, con se stessa e col pubblico.
Insieme a lei si muove anche Monica Bosso, tecnica e performer.
Si trasformano continuamente, pur rimanendo se stesse. Si sostengono, si interrogano, si illuminano. Il loro è un confronto disastroso con gli archetipi, con le aspettative, tra antiche divinità e riflessi della vita di tutti i giorni.

Nel passato si bruciavano le streghe. Gli stregoni nei giochi per bambini lanciano palle di fuoco.
La palla di fuoco è un oggetto impossibile: il tentativo di giocare con le fiamme che ci bruciano dentro. Non si può domare il fuoco, congelarlo in una forma stabile. Ma possiamo provare a guardarlo, a camminargli accanto, ad ascoltarlo.

F I R E B A L L è stato presentato in forma di primo studio all’interno di T.R.A.M. – Teatro di Residenza Artistica Multipla al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino, rassegna a cura di Company Blu.
Inoltre durante le residenze al CSC, Centro per la Scena Contemporanea a Bassano del Grappa, sono state realizzate delle prove aperte, un’occasione preziosa per un primo confronto con il pubblico.

Note sulla compagnia
inQuanto teatro è un collettivo artistico under 35 fondato a Firenze nel 2010; si occupa di teatro, didattica e arte nella sfera pubblica. Il gruppo si mette in luce a partire dalle prime produzioni, caratterizzate dalla proposta di testi originali, ispirati alla tradizione letteraria e un linguaggio multidisciplinare che unisce teatro, arte e danza. Con la partecipazione ad alcuni concorsi nazionali (Premio Scenario, Giovani in scena) e dopo le importanti collaborazioni dei primi anni (Kinkaleri, La Piccionaia) a partire dal 2014, inQuanto teatro si dedica anche a progetti performativi e di ricerca sul territorio e prosegue nella produzione di spettacoli che circuitano in tutta Italia. Tra questi, l’ultimo spettacolo prodotto (Influenza), è stato finalista al Premio DNA di Romaeuropa Festival e vincitore nel 2017 del bando SIAE Sillumina.

Residenze per Artisti nei Territori

Binario 1310

novembre-dicembre 2018_Residenza Artistica per Come quando è primavera

Progetto Residenze per Artisti nei Territori realizzato con il contributo di Mibact, Regione Emilia Romagna, Teatro Due Mondi.

Come quando è primavera

regia e costumi Marco Fasciana
drammaturgia Giulia Canali, Marco Fasciana, Caterina Marino
Interpreti Giulia Canali, Caterina Marino
collaboratore tecnico Tommaso Capodanno
9-13 anni

Spettacolo finalista Premio Scenario Infanzia 2018

Descrizione del progetto

Come quando è primavera è la storia di una bambina, M., che vive in un Paese dove a fare le regole sono i Signori della guerra. Secondo queste regole le donne non possono lavorare, e nemmeno uscire di casa da sole. È difficile giocare secondo queste regole, soprattutto se in famiglia un maschio non c’è, e lo si deve inventare. Ma come? Semplice, con un paio di pantaloni alla figlia più piccola. Nei suoi nuovi pantaloni, M. potrà finalmente andare in bicicletta e prendersi cura della sua famiglia. Stando sempre attenta, però, a non farsi scoprire.
La storia prende spunto dal fenomeno afgano delle bacha posh, le “bambine vestite da ragazzo”. Abbiamo scelto questa realtà, per molti versi lontana da noi, per indagare il tema dell’identità. Ciò da cui siamo partiti è stata la consapevolezza di quanto il genere di appartenenza influenzi le nostre vite. M., infatti, è sempre la stessa persona, ma a seconda di come appare agli occhi della società deve seguire regole diverse. Cosa determina allora la nostra identità, una volta superate le imposizioni e oltrepassato gli stereotipi? Cosa ci rende davvero noi stessi?

Note sulla compagnia

La compagnia Binario1310 è formata da Giulia Canali, Marco Fasciana e Caterina Marino. I tre si incontrano nel 2012 alla Scuola di Teatro di Bologna “Alessandra Galante Garrone”, dove condividono il percorso di formazione attoriale e sviluppano un immaginario artistico comune. Marco Fasciana prosegue poi gli studi in qualità di regista. Attualmente è allievo all’ultimo anno del corso di Regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma. Come quando è primavera è il loro primo progetto insieme.

Residenza partecipata

gennaio 2018_Residenza Artistica di Tommaso Monza

In December 2015, Anghiari Dance Hub organized a five days meeting between Italian and Egyptian dance artists at the CCDC Center in Cairo. Four Italian dance artists met five Egyptian dance artists and began their research on movement by sharing their own creative questions within the format of a daily, informal working plan made by the sharing of personal practices that ended with a sharing presentation. We kept the connection and an open dialogue with the goal to be a platform of intercultural exchange focusing on performing arts and live performance. Our research began as an exploration of personalities and we discovered our diversity and even more our common points. A strong, non leading democratic working group with artists that have an ongoing desire to work together a year after their first meeting. There was a flow of connections produced a great potential in sharing more experiences, that makes harmony.

Residenza partecipata

gennaio-febbraio 2018_Residenza Artistica di Carla Rizzu

Compagnia Nervitesi

LISOLADIPLASTICA
Esito finale della residenza della C.ia Nervitesi di Carla Rizzu presso la Casa del Teatro
Performers : Giovanni Gava Leonarduzzi & Nicolas Grimaldi Capitello
Live sounds: Marco Mariano
Assistente Coreografia: Serena Fossanova
Ideazione Regia e Coreografia : Carla Rizzu
Produzione : Nervitesi
Co-produzione : Compagniaa Bellanda
Nel voler denunciare l’incubo che la plastica sta generando nei mari ho voluto indagare su delle percezioni reali che il pianeta ci sta suggerendo quali Svuotare per accogliere il nuovo e Ascoltare il suo grido di dolore.”
Carla Rizzu

Residenza partecipata

marzo-aprile 2018_Residenza Artistica di Rita Frongia

Gin gin (ovvero di cosa si parla quando si parla)
Rita Frongia teatro

Al lavoro due attrici, Angela Antonini e Meri Bracalente, guidate dalla drammaturga Rita Frongia
Gin gin (ovvero di cosa si parla quando si parla) è l’ultima fase del progetto La trilogia del tavolino, anno 2013 La vita ha un dente d’oro, anno 2016 La vecchia.
Che cosa tiene insieme questi tre lavori: due attori e un tavolino, un cadavere: un cadavere presente ne La vita ha un dente d’oro, un cadavere futuro ne La vecchia, un cadavere passato in Gin gin (ovvero di cosa si parla quando si parla), la forma della commedia. La chiacchiera vuole essere il tema di Gin gin (ovvero di cosa si parla quando si parla). La chiacchiera ha a che fare sia col concetto di improvvisazione che col concetto di ripetizione. La chiacchiera è generatrice di inizi come l’improvvisazione, ma la chiacchiera è anche ripetizione quando esibisce formule e certezze, ciò che chiamiamo il luogo comune viene sempre in soccorso in assenza di idee e riflessione.
La chiacchiera è rimestìo di parole scheggiate da un uso incauto. Sarebbe bello poter curare le parole scheggiate con foglie d’oro, come fanno i giapponesi con l’arte del Kintsugi.
La chiacchiera non può che essere autoreferenziale. La chiacchiera non possiede un fuori di sé, se lo avesse non sarebbe chiacchiera, per la chiacchiera l’oggetto non è reale.
La perdita di attenzione verso le parole le rende violente senza possibilità di redenzione, perché è una violenza inconsapevole e spesso invisibile. Nessuna nuova apparizione è evocata dalle parole di una chiacchiera.