
I PERSIANI (1)
UN TEATRO DI PACE 2025/26
venerdì 7 novembre 2025 ore 21
Silvio Castiglioni / I Sacchi di Sabbia
I PERSIANI – la tragedia più antica del mondo
Partecipa allo spettacolo, a seguito di un laboratorio tenutosi con l’artista, la classe 3B della Scuola Secondaria di Primo Grado Strocchi.
con Silvio Castiglioni
spazio scenico, oggetti e regia I Sacchi di Sabbia
traduzione dal greco Francesco Morosi
voce Marina Mulopulos
sound designer Gianmaria Gamberini
la canzone finale è cantata da Simone Bettin
produzione Celesterosa in co-produzione con I Sacchi di Sabbia, col sostegno di Regione Emilia Romagna, Comune di Cattolica, Regione Toscana, Mic
Quando nel 472 a.C. ad Atene va in scena la tragedia più antica del mondo, I Persiani di Eschilo, sono passati appena otto anni dalla guerra combattuta dagli Ateniesi contro l’esercito di Serse che ha invaso l’Attica e distrutto la città. Alla fine gli Ateniesi avevano annientato l’aggressore nella battaglia navale di Salamina, ma le ferite di quell’attacco recente erano ancora aperte e ben visibili a tutti. Eschilo – che secondo i racconti antichi aveva combattuto a Salamina – abbandona ogni trionfalismo e ambienta la vicenda a Susa, la capitale persiana. Gli anziani cittadini rimasti e la madre del re sono in preda all’angoscia perché l’esercito è ancora lontano in guerra e non se ne sa niente. E quando finalmente, dopo l’arrivo della notizia della catastrofe che ha travolto i Persiani, compare in scena Serse, il Gran Re, di ritorno a Susa dalla disastrosa spedizione in Grecia, Eschilo lo presenta agli Ateniesi come un reduce miserevole, degno di pietà. Per un’epoca come la nostra, che ci vede così poco capaci di mettersi nei panni altrui, questo cambio di prospettiva è a dir poco sorprendente.
Silvio Castiglioni e I Sacchi di Sabbia ambientano la tragedia più antica del mondo in un rarefatto “teatro di oggetti”, che sembra uscito dalle tele di De Chirico. I versi di Eschilo, tradotti da Francesco Morosi, si posano su volumi metafisici, mute pedine mosse dall’attore su un tavolo-palcoscenico, unico elemento scenografico. Ne nasce una miniatura, che ci restituisce un Eschilo in purezza in cui riecheggiano più forte che mai i suoi antichi inviti: primo tra tutti considerare l’altro, anche quando è il nemico, come una parte di noi stessi.
SILVIO CASTIGLIONI
Attore e ricercatore teatrale, laureato in filosofia all’Università Cattolica di Milano con Sisto Dalla Palma (tesi Sul teatro di marionette di Heinrich von Kleist), Silvio Castiglioni è tra i fondatori del CRT-Centro di Ricerca per il Teatro di Milano nel cui ambito matura le prime esperienze formative: Bread and Puppet di Peter Schumann e Odin Teatret di Eugenio Barba, con cui inizia il suo apprendistato teatrale.
In seguito fonda il Teatro di Ventura, gruppo di punta del cosiddetto terzo teatro con cui realizza numerosi spettacoli con regia di Ferruccio Merisi: Baraballo, (Biennale di Venezia, Festival di Belgrado e Nancy); Il detto del Gatto Lupesco (memorabile la recensione di Cesare Garboli del ’77); Il medico per forza di Molière (Festival di Santarcangelo, ’78); La tragedia dell’arte (con un’originale interpretazione di Arlecchino). Lavora con Raùl Ruiz, Mauricio Paroni de Castro, Renato Gabrielli, François Khan, Katzuko Azuma. Dal 2003 al 2010 collabora con la compagnia di Sandro Lombardi e Federico Tiezzi interpretando: In fondo a destra di Raffaello Baldini; Antigone di Sofocle di B. Brecht; Gli uccelli di Aristofane (premio UBU miglior spettacolo); I giganti della montagna di Pirandello, Passaggio in India da E.M.Forster, tutti per la regia di Federico Tiezzi.
Ha scritto e interpretato Remengòn, voci dalla guerra, ispirato a un racconto di Nuto Revelli; e Filò, ispirato al poema di Andrea Zanzotto. Recentemente, con la drammaturgia di Andrea Nanni e la regia di Giovanni Guerrieri, ha realizzato Viaggio in Armenia, da Osip Mandel’stam (‘06); Casa d’altri, dal racconto di Silvio D’Arzo (‘07); Domani ti farò bruciare, da Fëdor Dostoevskij (‘08) e Il silenzio di Dio (’09), anche in diretta radiofonica su Rai Radio 3. Nel 2009 interpreta il film Dall’altra parte della strada di Filippo Ticozzi; è protagonista del dramma con musica Per anima sola, di Claudio Borgianni, regia di Alessio Rosati. Nel 2010: La notte sta finendo di Luca Doninelli, Sulla via del cannone di Mariano Dammacco, e C.U.O.R.E. di Giovanni Guerrieri.
In ambito formativo ha diretto i progetti: Anabasi in collaborazione con ETI e CRT, 1994 – 98; Zampanò, FSE al Festival di Santarcangelo, 2001 – 03; Moscow project, presso l’American Repertory Theatre – Harvard University, USA, 2003 – 04.
Dal 1998 al 2005 è stato direttore artistico del Festival di Santarcangelo, il più importante festival per il nuovo teatro e la ricerca teatrale italiana, dopo esserne stato condirettore con Leo de Berardinis dal ‘94 al ’97. Da febbraio 2011 a maggio 2012 è stato direttore artistico del CRT – Centro di ricerca per il teatro di Milano.
A fine 2010, con Emanuela Villagrossi, interpreta Il vampiro o le confessioni mancate di Andrea Nanni; nel 2011, la Storia della Colonna infame (produzione CRT) entrambi con la regia di Giovanni Guerrieri. A fine 2012 interpreta L’uomo è un animale feroce, adattamento di Silvio Castiglioni dei ‘Monologhi’ di Nino Pedretti, trasmessi anche su Rai Radio 3. Nel giugno 2013 è al fianco di Silvia Pasello in Un po’ d’eternità, per Osip e Nadežda Mandel’štam di Andrea Nanni, regia di Giovanni Guerrieri (Lucca, Festival I teatri del Sacro).
Nel 2015 Nel labirinto, l’Italiano di Raffaello Baldini, da Autotem a In fondo a destra a dieci anni dalla scomparsa del grande poeta (anche su Radio 3). Nel maggio 2016 ha debuttato con Planctus – pianto di Maria, madre di Gesù da un testo del XV secolo, riscritto in versi da Leonardo Mello. Estate 2016: Casa di mare tratto da La sirenetta di Andersen, riscritto per l’occasione da Donella Giacotti, con le video illustrazioni dal vivo di Georgia Galanti; a novembre 2016 Casa Ghizzardi: Mi richordo anchora tratto dall’autobiografia del pittore Pietro Ghizzardi, drammaturgia di Giulia Morelli, scenografia Nicolò Cecchella, regia di Giovanni Guerrieri (produzione CRT, un mese di repliche alla Triennale di Milano). Nel marzo 2017 Concerto per Jack London con il trombettista Fabrizio Bosso e il fisarmonicista Luciano Biondini: Castiglioni elabora e interpreta un racconto del grande scrittore americano. Alla fine del 2017 realizza una nuova versione di Storia della colonna infame. Nel marzo 2018 debutta con Ingmar un testo originale di Davide Brullo sulla figura di Ingmar Bergman, in collaborazione con Daniela Giovanetti e Norina Angelini; e The Fisher and the Crow con la cantante britannica Sarah Jane Morris, che coniuga racconto teatrale e canzoni. Nel 2019/20 adatta per la scena e interpreta La lucina, tratto dal libro di Antonio Moresco, con le immagini di Georgia Galanti e la regia di Fabrizio Pallara. Nel 2020/21, in piena crisi Covid, realizza Abitare la terra uno spettacolo itinerante per gruppi di spettatori pellegrini, con testi di Moresco, Sebald, Herzog e Zanzotto, il grande poeta di cui nel 2021 ricorre il centenario della nascita che sarà festeggiato con una edizione speciale di Filò a Pieve di Soligo.
Dopo gli spettacoli serali a seguire: dialoghi fra artisti e spettatori moderati dal critico teatrale Michele Pascarella
Maggiori informazioni e dettagli su tutte le attività sul sito www.teatroduemondi.it
La Casa del Teatro vuole aprire le porte a un nuovo pubblico e per facilitare la frequentazione a tutti i cittadini abbiamo fissato il costo del biglietto, con un gesto non solo simbolico, a soli 2 euro.
Per gli spettacoli i posti sono LIMITATI, consigliamo di prenotare allo 0546 622999 o sul sito www.teatroduemondi.it/news/ o il giorno dello spettacolo al 331 1211765.


